Stamattina aprendo la posta elettronica mi sono imbattuto nella mail di un amico che mi segnalava il link del CLIRT http://www.clirt.it/index2.htm.
Sulla pagina in questione il “Comitato per una Libera Informazione RadioTelevisiva” afferma che dal 19/01/2008 esisterebbe (il condizionale per quanto mi riguarda è d’obbligo), la possibilità di disdire il Canone RAI senza violare la legge.
In realtà sul sito scrivono che il termine ultimo per tale disdetta sarebbe stato il 17/02/2008, ma secondo me più che l’occasione ormai persa - almeno per quest’anno - è interessante capire i modi e le motivazioni che renderebbero questa disdetta possibile.
Sul sito viene riportato un brano della legge (che ricopio anche qui) dove si dice:
A causa dell’aumento dell’abbonamento alla televisione viene applicato l’art. 2 del D.Lgs.C.P.S. 31/12/1947 n. 1542 il quale recita: in caso di aumento della misura del sopraprezzo l’abbonato ha facoltà di disdire il proprio abbonamento nel termine di trenta giorni dalla data di pubblicazione nella gazzetta ufficiale del decreto di aumento, osservando le modalità prescritte dall’art. 10 del R.D.L. 21/02/1938 n. 246 ……………(omissis)”.
Sulle prime mi sembra la solita bufala internettiana, ma leggendo qualche riga sotto vedo che il CLIRT dà la possibilità a chiunque abbia fatto disdetta correttamente, di associarsi al Comitato e di ottenere così una tutela legale completa (sempre nell’ambito dell’abbonamento). In questo caso provvederà il comitato a inoltrare i ricorsi alla RAI nel caso di preavvisi di riscossione coattiva o avvisi di pagamento.
A questo punto mi viene da pensare che se queste persone si espongono così tanto, probabilmente hanno studiato a fondo - assistiti da un avvocato - la legislazione attuale, dando vita all’iniziativa di cui sopra.
Bufala? Realtà? Probabilmente molto materiale per il blog di Attivissimo!
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1 utente hanno commentato questo articolo
Io pongo la seguente domanda:
E’ legale pagare il canone’
Ci sono in rete decine e decine di tv private, perchè dunque ci si deve impegnare a pagare il canone?
Siccome la rai è una rete di stato e serve a sistemare i figli di papà e giusto secondo i dettami raccomandatizi che i soldi incassati vengono divisi tra pippo baudo etc…. Come fanno a pagare milioni di euri a cantanti e presentatori quando il 19% della popolazione italiana non riesce a soddisfare le proprie esegenze di vita? L’Italia è la nazione che sta bene, ma se dovesse mancare ilo necessario la cosa potrebbe sfociare in una guerra civile.
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