Ricordando quel che mi aveva raccontato Keper di in un’intervista post-elettorale fuori dai cancelli della Fiat Mirafiori di Torino, non ho potuto che ricollegare le vicende apprese qualche mese fa a quelle odierne.
In quell’intervista il giornalista chiedeva agli operai il motivo per il quale - visto il mancato superamento della soglia di sbarramento del 4% da parte della sinistra radicale - la classe operaia non avesse votato quelli che storicamente erano i partiti che meglio rappresentavano la categoria dei lavoratori in parlamento.
Le risposte erano tutte molto simili, ma la più significativa recitava più o meno così: “La sinistra porta avanti campagne no global, fà uso di un linguaggio molto distante dalla nostra cultura e dal nostro grado di istruzione, che quasi non riusciamo a capire cosa ci dicono. L’unica cosa che i lavoratori capiscono davvero è che le uniche prese di posizione forti di questa sinistra sono state a difesa degli zingari e degli omosessuali”.
Tant’è che proprio a sostegno di questa teoria la Lega ha stravinto le scorse elezioni principalmente per il fatto di avere promesso più sicurezza e legalità nel Paese.
Ora, dicono che la storia insegni e che gli errori debbano servire a migliorare. Proprio a proposito nelle proposte di legge portate avanti dal Ministro degli Interni Maroni in tema di immigrazione clandestina e sicurezza, ho visto più esponenti del PD, stracciarsi le vesti tacciando come xenofobi i provvedimenti che verranno presto tramutati in legge. Per contro i sondaggi dicono che circa il 70% degli italiani è d’accordo con questa proposta di legge.
La sinistra radicale ha perso le elezioni anche per non aver capito che il diritto alla sicurezza era un problema molto sentito dagli italiani, per contro il PD dimostra di non aver capito nulla di quanto accaduto pochi mesi fà, scagliandosi a testa bassa contro questo provvedimento.
Dall’altro lato il Ministro Scajola ha annunciato proprio ieri, che entro i 5 anni del Governo Berlusconi, verrà poggiata la prima pietra per il ritorno del nucleare in Italia. Tradotto: un altro referendum buttato alle ortiche, un’altra volta verrà calpestata la volontà del “popolo sovrano”, un’altra occasione persa per guardare veramente al futuro energetico del nostro Paese, orientandosi maggiormente verso energie rinnovabili e pulite.
E il PD che dice di tutto questo? Niente. Troppo impegnato a difendere i ROM… forse!
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