Ieri sera guardando la puntata delle “Iene” che stava andando in onda su Italia 1, mi sono reso conto di quanto sia sottile il limite fra informazione e disinformazione.
Mi riferisco in particolare al servizio nel quale la “Iena Viviani” faceva uno scherzetto al suo collega, la “Iena Pif”. In che cosa consisteva lo scherzetto? Nel dimostrare quanto è facile carpire informazioni personali tali per cui si può facilmente avere accesso ad una casella di posta elettronica privata.
Per non farvi uno spiegone troppo lungo e complicato, chi fosse interessato a capire di cosa sto parlando e non avesse visto la puntata, può andarsi a rivedere il servizio qui.
Un minuto dopo la fine del servizio mia madre (che ha una conoscenza limitatissima del mondo informatico e sta muovendo i primi passi verso il mondo internet) mi ha subito detto: “Vedi? Allora è pericoloso navigare su internet!”, che mi rendo conto sia la classica frase pronunciata da chi non ne capisce un tubazzo di ciò che è veramente internet, ma al contempo mi rendo anche conto che mia madre rappresenta un target di persone che non è certo una nicchia.
Svolgendo attività di commercio elettronico, personalmente penso che servizi come quello di ieri sera, siano in grado di dare una vera e proprio mazzata all’e-commerce. Attenzione, non sto dicendo che il servizio delle Iene fosse fuori luogo, esagerato o di parte, sto semplicemente dicendo che il “percepito” da coloro che non conoscono il mondo internet è stato unicamente e totalmente negativo.
Probabilmente se il servizio si fosse concluso in maniera meno “forte”, cioè chiarendo meglio che non tutto ciò che è internet è male, mia madre non mi sarebbe venuta a fare 10 minuti di paranoie in proposito.
Di qui la mia riflessione sul fatto che il limite fra informazione e disinformazione è sempre sottilissimo. Secondo me le Iene ieri sera con questo servizio sono riuscite a fare al contempo l’una e l’altra cosa. A loro il massimo della mia stima per ciò che fanno, ma una tiratina d’orecchie mi sentirei di dargliela comunque: occhio a quello che dite e a come lo dite!
Grazie.
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2 utenti hanno commentato questo articolo
Non sono d’accordo.
Anche se sotto mentite spoglie di uno scoop le Iene hanno fatto un servizio utilissimo, che secondo me è servito a sensibilizzare. D’altra parte si tratta solamente della cronaca di un classicissimo hacking sociale, che come sappiamo è il miglior metodo possibile per le intrusioni e per reperire dati.
D’altra parte il phishing è una versione ridotta dello stesso.
Se tua madre si accorge che Internet (per i dati) è pericolosa, fa bene. Deve averne paura e dovrebbe informarsi su cosa fare e non fare. Una maggiore coscienza non farebbe male (a partire dalle mail lasciate sul server come nel servizio). Forse bisognerebbe andare più nello specifico e spiegare anche come difendersi e questa è l’unica cosa manca nel servizio.
Spero solo che il servizio non sia stato visto da un magistrato che ha l’obbligo di intervenire in caso di violazione della legge.
Sono d’accordo con te, la mia critica infatti era proprio basata sulla mancanza (anche se capisco che i tempi televisivi siano serrati) di un approfondimento tale per cui i telespettatori potessero comprendere meglio i termini del problema senza rimanerne unicamente terrorizzati…
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