La Commissione tributaria della Lombardia ha deciso attravverso una sentenza, che anche le prostitute devono pagare le tasse.
La notizia è apparsa sul Corriere della Sera, dove fra le altre cose si dice che la Corte ha condannato la prostituta, perchè non è stata in grado di documentare il suo alto tenore di vita (risultava proprietaria di 6 appartamenti e di 2 auto) rispetto alla dichiarazione dei redditi presentata l’anno precedente.
In primo grado, la donna aveva ottenuto l’annullamento della sanzione, ma in seconda istanza è stata condannata al pagamento di 70.000 euro per aver presentato una dichiarazione dei redditi “falsa”.
Personalmente sono d’accordo alla “liberalizzazione & legalizzazione” della più antica professione del mondo per vari motivi. Primo fra tutti quello di togliere dalle mani della malavita organizzata la gestione di ragazze e donne disperate, in seconda battuta per garantire un livello sanitario da Paese civile e in terza istanza perchè no, per aumentare il gettito fiscale nelle Casse dello Stato!
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