Leggendo questo articolo su Soldiweb mi è tornata alla mente la discussione a proposito di dmoz, su uno dei forum italiani per webmaster più importanti (che ovviamente non cito per non fargli pubblicità né tantomeno regalargli un link!).
Ricordo perfettamente che dopo quella discussione (per la quale tutti i partecipanti furono molto simpaticamente BANNATI dal forum senza alcuna possibilità di replica), parecchi utenti decisero di creare spazi di discussione alternativi a quello (ne cito 2 in particolare: A Tutto Net e Tutti Per Uno) dove si potesse discutere apertamente di SEO, webmaster, posizionamento, motori di ricerca e directory senza censure.
Dopo aver partecipato al quel famoso thread ho capito che anche su internet esiste una vera e propria cupola mafiosa e l’articolo di Soldiweb me lo ha riconfermato.
Per i non addetti ai lavori spiegherò meglio di cosa si tratta.
dmoz è la più importante directory del mondo, ed uno dei parametri che Google tiene in considerazione nel valutare la bontà di un sito, è verificarne la presenza su questa directory.
Ma perchè Google dà così tanta importanza alla presenza di un sito su dmoz? Per prima cosa perchè dmoz nel corso degli anni è diventata la più importante directory al mondo e poi perchè l’iscrizione alla directory non è automatica, ma viene sottoposta agli editori che, a loro discrezione (professionale), valutano i contenuti del sito e lo pubblicano all’interno della directory solo se meritevole. Questa la teoria.
La pratica invece ci dice che ci sono sempre più editori (contemporaneamente proprietari di altri siti) che, in violazione alle più semplici regole etiche, di morale, di correttezza professionale eccetera eccetera, bloccano l’accesso a dmoz ai siti considerati “scomodi” cioè possibili concorrenti in aree di particolare interesse.
Tenere fuori da dmoz siti concorrenti, significa penalizzarli e quindi favorire automaticamente sé stessi o qualche amico.
A questo punto qualcuno potrà chiedersi cosa c’entra quel famoso forum italiano di webmaster con questa storia di dmoz, ma ve lo spiego subito. Allora fummo bannati da quel forum proprio perchè essendo un forum di addetti ai lavori, contava e conta ancora oggi, numerosi editori dmoz.
Editori dalla coda di paglia? Editori permalosi? Dopo un paio d’ore dall’apertura di quel thread su dmoz, tutti i post vennero cancellati e conseguentemente bannati dal forum tutti i partecipanti a quella discussione: traetene voi le conclusioni.
Capito come funziona? Ovviamente non bisogna fare di tutta l’erba un fascio: sicuramente un largo numero di editori dmoz mantiene un livello di correttezza e professionalità indiscutibile, ma tant’è che pare proprio che ci sia una grossa fetta di editori che si è venduta l’anima… ma a chi?
P.S.: ovviamente come sempre sono bene accetti i commenti, ma se com’è probabile qualcuno avesse capito qual è il forum in questione (che non ho appositamente nominato unicamente per non fargli pubblicità gratuita), vi prego a vostra volta di non indicarlo nei commenti: mi troverei costretto ad ********* l’antipatica citazione ![]()
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9 utenti hanno commentato questo articolo
E’ un vero peccato cje attorno a dmoz ci sia tutta questa mafia, perche è un elemento che i motori di ricerca prendono in considerazione.
ps:grazie per il link;=)
Confermo quanto detto da Fabio per quanto riguarda la mia esperienza personale.
Per alcuni settori “monetizzabili” l’accesso a dmoz è completamente bloccato, non importa quale sia la qualità del sito.
Eh già, sempre i soliti noti
Già… lo sanno tutti ormai… tranne Google!
Ciao Fabio, complimenti per il blog innanzitutto.
Adoro la frase sul jazz, ottima scelta.
L’unica cosa da fare con DMOZ e’ diventare un editore, cosi’ diventi mafioso come gli altri!
Francesco
Incredibile, ma vero. E’ la prima volta che sento parlare di dmoz, non che mi sia mai interessato a SEO e posizionamenti, ma è un po grave.
Il fatto che gli editori siano diventati mafiosetti, mi rincuora e mi rattrista al tempo stesso, significa che non sono solo gli Italiani a essere furbetti, quindi non siamo molto peggio degli altri, però mi rattrista che ci sia un appiattimento verso il basso!
x Francesco: il problema è che pian piano stanno sbattendo fuori gli editori onesti con i pretesti più incredibili, quindi figurati se è possibile riuscire ad entrare a far parte di questa ristretta “famiglia”…
x Keper: non è grave non conoscere dmoz… il mondo - e internet in particolare - è così pieno di cose da conoscere che è impossibile essere onniscenti
Mh, ora non ricordo tramite quale query mi sia ritrovato dalle tue parti, ma leggendo l’articolo posso dire che della dmozmafia c’era la quasi (togliamo quasi) certezza già nel 2004. Il sottoscritto partecipò ad un corso webmarketing piuttosto blasonato che vedeva la partecipazione di un responsabile italiano di DMOZ e dopo 5 dico 5 minuti di precisazioni circa logica e editing, tutti i partecipanti non avevano più dubbio.
ehm.
Ciao,
a parte dissociarmi in parte da quanto detto perchè so di per certo dell’esitenza di molti, se non la maggioranza, di editori onesti, volevo segnalarvi questa iniziativa che ho iniziato e che è questo blog dmozit.wordpress.com che senza pretese cercherà nel suo piccolo di migliorare i contenuti di Dmoz Italiano perlomeno cercando di segnalare le categorie che presentano palesi problematiche per qualità e quantita di segnalazioni…..se volete darci un occhio o partecipare.
Lungi da me fare di tutta l’erba un fascio. So anche io che ci sono molti editori onesti, ma guarda caso a tutti questi editori vengono lasciate da recensire i siti di categorie “amatoriali” ovvero quelle che non fanno “girare i soldi”.
Se provi a chiedere in dmoz di diventare editore di una categoria legata ad esempio al turismo (alberghi e simili), o qualsiasi altra categoria dove potenzialmente c’è un giro di soldi - e conseguentemente tanta voglia di essere posizionato nelle prime pagine - ti accorgerai che per te non c’è posto. In compenso se vuoi diventare l’editore di siti che riguardano l’uncinetto non ho dubbi che verrai accreditato il giorno successivo.
Non mancherò di fare un salto sul link che hai suggerito, ma per il resto conosco troppe persone (editori ed ex editori di dmoz) che mi hanno confermato qual è la “legge” che vige da quelle parti…
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