Sabato sera, nascosta abilmente fra le Marie De Filippi e le Antonelle Clerici della trash TV, intercetto su Rete4 una trasmissione intelligente e socialmente utile: Tempi Moderni.
Merce rara una programmazione di questo tipo sulla nostra TV! Il fatto di vederla in programmazione il sabato sera in prima serata, mi ha sorpreso piacevolmente. Ma veniamo al dunque. L’argomento della trasmissione era l’aumento del costo del latte e del pane negli ultimi 20 anni.
L’inchiesta traeva spunto dal fatto che un litro di latte fresco al banco ormai ha toccato cifre che partono da 1,37 euro fino ad arrivare a 1,45 euro. Intervistando un allevatore dell’hinterland milanese Tempi Moderni è riuscita a scoprire che quest’ultimo riceve 0,31 euro per ogni litro di latte venduto alla “centrale” alla quale è affiliato. Vista la cifra esigua rispetto al prezzo finale, lo scopo dell’inchiesta era quello di capire in che modo e in che punto della catena distributiva, il prezzo potesse lievitare fino ad arrivare agli 1,45 pagati dal consumatore finale.
Ovviamente il primo step è stato quello di andare in una latteria e fare qualche domanda. Lì hanno scoperto che in realtà il lattaio non è che stra-guadagni sul proprio prodotto, certo ci guadagna più di quel che guadagna chi produce e lavora, ma in fin dei conti un ricavo di 0,25 centesimi di euro su ogni litro di latte ci può anche stare.
Questa situazione evidenziava che l’allevatore vendeva a 0,31, ma il lattaio acquistava dalla “centrale” a 1,15 euro: il problema dove stava allora? Proprio nel bel mezzo della filiera ovvero nella “centrale” stessa. Infatti il delta prezzo fra gli 1,15 euro di ricavo di vendita, meno gli 0,31 euro di costo d’acquisto garantivano e garantiscono tuttora alla “centrale” un margine di 0,84 euro su ogni litro di latte!
La giornalista che curava il servizio si è presa la briga di andare ad intervistare il responsabile della fantomatica “centrale”, il quale in perfetto stile “Italietta” ha cominciato a snocciolare una serie di supercazzole già candidate al prossimo remake di “Amici Miei”.
In buona sostanza questo signore non è riuscito ad argomentare, numeri alla mano, i motivi per i quali la “centrale” dovesse ricaricare il prezzo di acquisto così tanto, occupandosi unicamente della raccolta e dell’imbottigliamento marginando il 248%!
Come direbbe il buon Ziliani nelle sue pagelle a Controcampo: SCANDALOSO!
Ma l’inchiesta non finisce qui. Dal latte si passa al pane e la musica non cambia, anzi.
Vengono intervistati degli addetti ai lavori che operano nel settore delle contrattazioni dei cereali alla borsa di Milano. Si, perchè forse non tutti sanno che come per i titoli azionari, esiste una borsa anche per questo genere di prodotti.
Bene, la sostanza di quanto detto da questi operatori è molto semplice: la domanda nello scorso anno ha superato ampiamente l’offerta. La produzione di cereali - in particolare grano e granoturco - è inferiore alle richieste, il che in un’economia di mercato significa che andremo incontro ad un inevitabile aumento dei prezzi. La cosa sconcertante però è relativa l’entità di questi fantomatici aumenti. In molti infatti durante l’intervista ipotizzavano addirittura un raddoppio del prezzo entro aprile 2008!
Magari sarà anche una visione catastrofista, ma capirete bene che per l’italiano medio “Pizza&Spaghetti” un fatto del genere non potrebbe che essere catalogato come una vera e propria sciagura.
Ma torniamo al titolo di questo articolo: a cosa serve la politica? Non dovrebbe servire proprio a risolvere problematiche di questo tipo?
“I have a dream” diceva qualcuno… Anche io ho un sogno, sogno che la politica un giorno, anziché essere fine a sé stessa, possa trovare il tempo di occuparsi dei problemi che attanagliano il nostro Paese, ma più in generale il mondo. Sogno di non vedere dibattiti in TV sulle auto blu, sugli aerei dello stato utilizzati da questo o quell’altro politico per scopi personali, sogno che nessun politico si permetta di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada solo perchè “ha fretta”, sogno che qualunque cittadino sorpreso a guidare contromano e senza patente venga punito, anche se parlamentare.
Insomma… sogno!
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